Maggio, il mese più bello

Maggio - Federico Fontolan

Maggio, il mese più bello

Finalmente è arrivato maggio, probabilmente il mese più bello dell’anno

Ci siamo portati addosso un mese carico di feste e ponti, che si sono susseguiti con un bel ritmo ed hanno accompagnato l’allungarsi delle giornate, che sono diventate sempre più calde.
Ora è veramente primavera: diventa buio dopo le 9 di sera, la mattina fa ancora freschino (quindi di notte si dorme bene), di giorno il sole scalda eliminando le ultime scorie dell’inverno e non è ancora umido.
Sono arrivate le rondini; l’altro giorno ho sentito anche un gabbiano, probabilmente si era bevuto qualcosa di troppo e si era perso. Non ci sono ancora le zanzare.

A maggio le città sono vive: la gente popola le strade, le iniziative e gli eventi si susseguono, inizia la stagione dei concerti all’aperto. Quando ero piccolo mi schiacciavo negli stadi a vedere i concerti, soprattutto quelli di Vasco; ora per fortuna ho smesso.
Man mano che le città si popolano, le fanciulle si spogliano e noi siamo contenti.

A maggio si corre che è una meraviglia: ultimamente sto correndo la mattina presto e adoro osservare la città mentre si sveglia: ad ogni giro del parco (Piazza d’Armi a Torino) aumenta il numero delle macchine che parcheggiano, la gente esce dalle auto assorta nei propri pensieri, chi con la sigaretta in bocca, chi già nervoso, chi più sereno: di sicuro c’è un’infinità di vite che si incrociano ma non si incontrano.
Che storie hanno queste persone? Chi sono? Cos’hanno mangiato a cena ieri sera e soprattutto con chi? Cos’hanno fatto questa notte? Che vite hanno? Che lavoro fanno? Cosa faranno oggi? Quanti di questi nel corso di questa giornata incontreranno l’amante? Quanti faranno qualcosa di appagante? Quanti saranno felici? Quanti saranno tristi? Perché?
Mentre mi interrogo sulle loro vite, incuriosito dal modo in cui parcheggiano, sono vestiti, camminano e si guardano intorno, assorto in questa mia sorta di trans meditativo, corro ed i giri si susseguono.
Intanto le vite fluiscono e la città riparte.
Nel frattempo i vecchietti della bocciofila iniziano ad affiorare con la loro immancabile sigaretta in bocca e con loro la Panda celeste parcheggiata sul viale.

Durante questo mese ho programmato le mie prossime gare. Il 10 settembre operazione “Amarcord 2” con Peppe, Milo e Cristian: mezza maratona di Parma. Il 29 ottobre Turin Marathon.
Dal 1 novembre penseremo alla prossima: la mia vocina è un po’ che mi dice che è arrivato il tempo di allungare un pelo le distanze; quella razionale la prende a spallate e cerca di resistere… vedremo chi avrà la meglio.

A maggio finisce il campionato di calcio e, come spesso capita ultimamente, la mia Juve vince. Quest’anno ci sarà un piccolo e splendido prolungamento perché proverà a portarsi a casa anche la Champions!

Maggio ha dato il nome al mio amico Gianandrea.

Ma la vera ragione per la quale maggio è il mese più bello, consiste in una sensazione che non riesco proprio a togliermi dalla pelle e che mi riporta indietro di quasi 30 anni anni (ahimè…), a maggio, quando la scuola stava per finire.
Ricordo nettamente tutte le sensazioni, se chiudo gli occhi è ancora tutto vivo dentro di me, gli stessi odori, la stessa aria, gli stessi colori, gli stessi profumi: è mattina presto e sono in cucina della casa dei miei genitori.
Mentre preparo la colazione, impanicato per le ultime interrogazioni che si susseguono freneticamente per cercare di portare le medie finali di tutte le materie ad un sudatissimo 6, una più drammatica dell’altra, i miei sciabattano per la cucina.

Mio padre fa colazione con il suo caffè latte imbottito di biscotti, vestito di pantaloncini e camicia da casa mezza aperta o, peggio ancora – orrore – in canottiera bianca; mia mamma, in vestaglia, è in piedi nel balcone della cucina, illuminata da una fantastica luce eterea, con il sole che sorge proprio alle sue spalle.
E’ intenta a curare i suoi fiori, gli stessi fiori che sono lì ancora oggi.

Ma, soprattutto, ciò che mi torna nettamente alla mente di quelle mattine, è il suono della sigla del programma di Radio Due che raccontava la tappa quotidiana del Giro d’Italia.
La radio era un cassone rosso, stretto e lungo con le due casse di lato, in mezzo le bocche per due cassette (perché eravamo ricchi ed avevamo il modello con doppia cassetta e quindi potevo duplicare i nastri), il sintonizzatore della radio manuale, con la rotella, l’antenna dritta che si poteva spostare per ricevere meglio il segnale.
Ogni tanto gracchiava.
Ho ancora in testa quella sigla.
Quando iniziava il Giro, stava finendo la scuola. Per me si trattava di un reminder meraviglioso.
Perché per me maggio E’ il Giro d’Italia!

Nonostante maggio sia un mese splendido, sempre più gente si lascia trasportare da polemiche quotidiane e da pulsioni negative. Non fatelo, la vita è un dono meraviglioso e bisogna viverla quotidianamente in maniera consapevole assaporandone ogni istante. Non sprechiamola!

Alzate pure il volume: buon maggio a tutti!