Il mio 2017

Federico Fontolan - Il mio 2017

Il mio 2017

Ricorderò con piacere il mio 2017, perché è stato un anno molto positivo, iniziato con una bella cena da soli a casa di mia mamma (finita prima di mezzanotte perché stavamo bene così ?) ed è finito in maniera impagabile a Vienna con il concerto di Capodanno.

Nel 2017 ho corso due belle maratone, battendo in entrambe i casi i miei propositi di inizio anno. Questo è stato il primo anno in cui ho smesso di correre in maniera empirica ed ho chiesto ad un allenatore professionista, Fulvio Massini, di seguirmi da remoto. Fulvio è stato come un angelo custode: mi ha seguito negli alti e soprattutto nei bassi, indicandomi la strada, dandomi suggerimenti, e ritarandomi settimanalmente i programmi. Io, di mio, ci ho messo gambe, polmoni e cuore ed ho seguito fedelmente le sue indicazioni, cercando il più possibile di divertirmi ad ogni uscita.
Ogni inizio mese le tabelle sembrano muri invalicabili ma poi, se si affronta un’uscita per volta, concentrandosi solo su quella e ragionando a piccoli slot, mettendoci il giusto impegno ma senza eccessive tensioni, tutto diventa magicamente fattibile ed ogni tassello si incastra alla perfezione, portandoti al risultato. Con l’esperienza ho verificato che questo approccio si adatta ad ogni ambito della vita.

A proposito di risultati: a inizio anno, quando ci siamo conosciuti, Fulvio mi ha chiesto quale fosse il mio obiettivo e l’abbiamo insieme scritto su Excel: lo guardo ancora sorridendo.
Il mio obiettivo era di “correre una maratona sotto le 4 ore, possibilmente senza soffrire come un cane”, considerando che avevo corso le ultime poco sotto le 4h 10’, soffrendo moltissimo nell’ultima parte.
La soglia delle 4 ore, per i maratoneti amatoriali è una sorta di spartiacque che incute un certo rispetto.
Bene: ad aprile ho corso la maratona di Milano in 3h39’, senza soffrire (la maratona è un’esperienza massacrante di per sé, quindi il “senza soffrire” è un concetto da prendere con le pinze…). Ad aprile ho corso la maratona di Torino in 3h45’. Non stavo benissimo per via dei vari raffreddori che mi avevano rovinato l’ultimo mese di allenamento e per via dell’aria inquinata da Pm10 e dagli incendi in Val di Susa. Nell’ultima parte ho deciso di rallentare, per non soffrire troppo e mi sono goduto la gara.

L’unica nota parzialmente dolente riguarda la Maratona di Torino: ne ho corse diverse negli ultimi anni, ma questa è stata la peggiore di tutte, sia dal punto di vista dell’organizzazione, dal mio punto di vista non all’altezza della situazione, sia per la scarsa partecipazione, per non dire “nulla partecipazione” da parte del pubblico, sempre più infastidito dal passaggio dei corridori lungo il percorso: non vorrei che questo iniziasse a rispecchiare il lento declino che ultimamente sta subendo Torino (non voglio metterla assolutamente sul piano politico: è una pura considerazione). Mi dispiacerebbe moltissimo perché sono innamorato della mia città.

Lo scorso anno ho corso 2070 chilometri e consumato due paia di Saucony, fide compagne di viaggio.
Ho camminato mediamente 12.478 passi al giorno: non mi si può dire che sia sedentario!

La scorsa primavera ho scoperto il piacere inaspettato di correre la mattina presto. Fino a quel momento lo ritenevo una cosa impossibile per via del freddo o del caldo a seconda della stagione, per la pigrizia legata all’alzarsi presto dal letto e per ovvi problemi di colazione e di digestione.
Finchè una notte, la scorsa primavera, non riuscendo a dormire, per evitare di girarmi nel letto come una cotoletta innervosito, mi sono alzato e, completamente a digiuno, sono andato a correre molto presto, sicuro che avrei peggiorato la mia incazzatura. Al contrario: mi si è aperto un mondo!
Da allora ho corso quasi sempre la mattina presto. E’ diventata una routine che governa le mie giornate e ne detta il ritmo in maniera meravigliosa.
Prima delle 9 ho già corso e, tutto bello docciato, sono pronto per iniziare la giornata carico di energie.
Rappresenta un piacere impagabile, che compensa completamente la sofferenza di alzarsi presto; la compensa così bene che quasi sempre il mio fisico mi fa alzare prima che suoni la sveglia.
D’estate correre la mattina è un piacere, perché non fa ancora troppo caldo e non è troppo umido ed ammirare l’alba correndo è un incanto.
D’inverno le sensazioni sono completamente opposte e, correre con il freddo, a parte i primi minuti di giusta sofferenza, regala sensazioni uniche. Una mattina, lo scorso dicembre, ho corso dopo una nevicata; faceva un freddo pazzesco, molto sotto lo zero. L’atmosfera era surreale: non c’era nessuno, i miei passi spezzavano il ghiaccio che scricchiolava ad ogni falcata, l’aria era rarefatta, ghiacciata ed ovattata. Il silenzio era totale: riuscivo a sentire il mio respiro. Una bomba di adrenalina!
Ma correre la mattina a digiuno, è bello soprattutto perché consente di bruciare le riserve di lipidi, che notoriamente sono tantine: quindi posso mangiare praticamente tutto quello che voglio, senza mettere su un grammo.

Nel 2017 ho venduto macchina e scooter: per la prima volta in vita mia non ho bici, scooter, macchina, monopattino, nulla di nulla. Era un po’ che ci stavamo ragionando e ci stavamo avvicinando alla “sharing economy”: il blocco dei diesel ha fatto il resto.
Pensavo non ce l’avremmo mai fatta ed invece stiamo meravigliosamente. Siamo diventati il re e la regina dell’utilizzo dei beni e dei servizi, a discapito della proprietà: stiamo cercando di applicare questa regola a tutti gli ambiti della nostra vita, alleggerendoci da oggetti, vincoli, proprietà, costi fissi ed inseguendo piuttosto la libertà legata all’utilizzo di ciò che serve, nel momento esatto in cui ci serve, pagandone il giusto compenso e restituendolo quando non se ne ha più bisogno.
A capodanno abbiamo affittato un appartamento strepitoso nel cuore di Vienna: una volta si ragionava nell’ottica di comprare seconde case; noi abbiamo scelto di vivere esperienze pagando giusti compensi,  senza possedere nulla di proprietà. La casa era splendida, completamente accessoriata; l’abbiamo vissuta, utilizzata, ci abbiamo cucinato, ci ho fatto i miei caffè che tanto amo ed alla fine gliel’abbiamo restituita dopo averla pulita con rispetto. Pronti per la prossima esperienza.

Per quanto riguarda il trasporto, abbiamo scelto di non possedere un’auto, ma di acquistare il miglior servizio di mobilità disponibile, in funzione di quello che abbiamo bisogno di fare e di dove dobbiamo andare.
Vivendo a Torino, in centro, la cosa ci risulta più semplice ma, una volta scardinato l’aggancio a credenze e retaggi generazionali, si apre un mondo e diventa tutto fantastico e, soprattutto, economico.
In questi mesi abbiamo guidato tante macchine in affitto, tutte sempre nuove, una più bella dell’altra, ecologiche, sicure, alcune molto tecnologiche (amo la tecnologia!), a partire dalle Smart di Car2Go.
Abbiamo usato molti treni, autobus, mezzi pubblici, bici condivise ed i piedini.
Ci siamo presi qualche mese per valutare se questa scelta ci conviene ed è sostenibile: la prossima estate faremo il punto. Nel frattempo io segno ogni costo diligentemente su Excel. Per ora conviene eccome (potrei anche affittare il garage: per ora non l’ho fatto per comodità).
Scriverò qualcosa sull’argomento, raccontando come abbiamo fatto a rinunciare all’auto e spiegando i trucchi che abbiamo scoperto durante questa esperienza.

Nel 2017 ho guardato per la prima volta la vita dopo il giro di boa dei 45 anni e devo dire che non è cambiato nulla, se non qualche pelo della barba bianco in più.

Sto invecchiando male e divento sempre più insofferente: sono fiero di aver instaurato la regola che chi entra in casa nostra DEVE posare il cellulare all’ingresso e non può guardarlo fino a fine cena. A tavola si parla e non ci si rimbambisce attaccati alle diavolerie tecnologiche. A casa nostra è inibito l’accesso ai webeti digitali.

Visto che il bene più prezioso che abbiamo è il tempo che, per natura e con grande prova di democrazia è limitato per tutti, sto facendo ogni sforzo per cercare di diventare sempre più produttivo, eliminando sprechi e dispersioni.
In questo, oltre al metodo, ci può essere molto utile la tecnologia, che rende disponibili servizi strepitosi, che consentono di tracciare e monitorare moltissimi aspetti della nostra vita: se usati con la dovuta cautela, rappresentano un grande ausilio.

Ho ridotto drasticamente l’uso dei social network. Ho eliminato gente troppo negativa, che ha poco a che vedere con il mio modello di vita. Tengo il telefono ed il tablet sempre in modalità silenziosa ed ho eliminato quasi tutte le notifiche.
Quando lavoro ho organizzato in maniera molto rigida il mio tempo e, durante ogni slot di attività (che dura al massimo un’ora per volta, poi perdo concentrazione), chiudo e-mail, whatsapp, telefono e qualsiasi cosa che mi potrebbe distrarre dall’attività per cui mi sto concentrando.
Ho ridotto drasticamente gli spostamenti, le riunioni e le telefonate. Lavoro meno e molto meglio.
Si può fare ancora di più e ci sto già lavorando.
Ah: abbiamo tolto la televisione dalla sala! (in realtà è finita tra le mani di un simpatico marocchino che quando l’ha vista non stava più nella pelle e non smetteva di ringraziarmi).

Proprio perchè il tempo è limitato, pur cercando di organizzare le cose al meglio, non posso fare tutto ciò che vorrei fare. Per cui continuo a ridefinire le mia scala di priorità e mi concentro solo sulle cose più importanti; le altre semplicemente non le faccio, anche se a malincuore: mi incasinerei.

Dal punto di vista del lavoro, il 2017 è stato un ottimo anno.
Le energie positive canalizzate correttamente portano risultati, solidi e gratificanti.
Casa Floriana va che è una meraviglia e le case ci consentono di conoscere gente meravigliosa.
Il mio lavoro funziona perfettamente: le mie consulenze sono gratificanti e mi diverto moltissimo. Poi, in ambito digitale, tutto corre molto velocemente, quindi non smetto mai d’imparare.
Ho dato una mano, per quanto possibile, ad un giovane amico che sta cercando di far crescere la sua start up: è stato bello, ma vorrei poter fare di più.
Ho conosciuto delle bellissime persone, alcune delle quali sono diventate solidi amici.

Al netto di Trump, Brexit e quant’altro, le borse sono andate bene ed anche da questo punto di vista l’anno è stato positivo.

A proposito di amici, alcune persone sono uscite dalla nostra vita, come naturale evoluzione delle nostre scelte; altre ne sono entrate inaspettatamente ed è stata una splendida scoperta.

Dal punto di vista fisico sto benissimo (Maria Letizia è un angelo sceso in terra), Mariella anche, mia mamma ed i genitori di Mariella stanno benone. Il mio mondo che conta finisce qui.

Federico Fontolan - 2017

Nel 2017 siamo riusciti a viaggiare parecchio ed abbiamo fatto splendide esperienze.

A luglio siamo stati in Scozia in camper.
E’ stato il classico viaggio on the road, molto “wild”, lontani da tutto e da tutti. In Scozia è possibile fermarsi nel posto che più ti piace, spegnere il motore, possibilmente di fronte al mare o su un monte accompagnati solo da capre, natura e dai maledetti midges, per fortuna rari, prepararsi la cena, bersi un buon bicchiere, leggere un libro, spegnere le luci e dormire. Il posto è sicuro.
L’unica regola consiste nel lasciare tutto come lo si è trovato. Regola che se applicassimo dappertutto, vivremmo tutti in un mondo molto migliore!
Gli scozzesi sono splendide persone che abitano in un posto splendido. Peccato solo che mangino da cani.
E’ stata la nostra prima vacanza in camper. Ci è piaciuto TUTTO ed abbiamo già prenotato il camper per la prossima estate (non sappiamo ancora esattamente dove andremo).

Abbiamo fatto parecchie gite a piedi, soprattutto in montagna. Culminate tutte con l’immancabile polenta nel rifugio.

Siamo stati da Anna nel suo magnifico agriturismo nel Chianti ed è stato come sempre un momento di grande piacere.

A capodanno siamo stati a Vienna, perché abbiamo vinto la possibilità di partecipare al concerto di capodanno. Si: tutti possono andare al concerto, basta iscriversi al sorteggio sul sito dell’organizzazione, ad inizio anno; si sceglie la categoria dei posti e si attende fiduciosi. In primavera, se sorteggiati, si possono comprare i biglietti. NOI siamo stati sorteggiati!
Tra l’altro quest’anno lo dirigeva Muti: valeva da solo il costo del biglietto per la follia e la maestria con cui ha diretto l’orchestra. Durante l’ultimo brano si è girato verso di noi, per dettare il ritmo agli applausi del pubblico.
Un’esperienza unica ed emozionante in un contesto che trasudava storia ed eleganza da ogni poro. Tutti elegantissimi, tranne alcune rarissime eccezioni. Le più belle in assoluto erano le signore giapponesi avvolte nei loro splendidi kimono.

Fatta eccezione per Naschmarkt e per il concerto di Capodanno, Vienna ed i viennesi non ci sono piaciuti.

Siamo stati anche quest’anno da Andrea e Zahra nel loro meraviglioso agriturismo di Canelli e, per il consueto viaggio a sorpresa, a febbraio ho portato Mariella a Venezia.
Abbiamo scelto un albergo in centro, un po’ vecchieggiante ma pulito e confortevole ed abbiamo cercato di viverla come fanno i veneziani, escludendo le rotte troppo turistiche ed andando alla ricerca dei quartieri più autentici.
Nel quartiere Castello le signore tirano i fili da una casa all’altra e stendono ancora i panni da una finestra all’altra sopra la strada. Così facendo regalano alle vie uno splendido profumo di sapone di Marsiglia.
Abbiamo camminato tanto e mangiato molto baccalà. La pasta è scotta un po’ dappertutto e l’ho evitata.

A settembre siamo stati come sempre in Borgogna per il nostro consueto appuntamento con Taizè e con vigne, vino e relax. Siamo innamorati di quella parte di Francia!

Lo scorso anno abbiamo trascorso il primo week end “da adulti” con Sara, che ormai è donna ed ha un simpatico fidanzato.

Lo scorso novembre sono andato per la prima volta in vita mia a Serravalle Outlet. Tutto sommato sono sopravvissuto ed è andata meglio di quanto avessi potuto pensare… ma non credo replicherò a breve!

La macchina più bella che ho guidato

Peugeot 3008: grande, comoda, silenziosa, alta, moderna, tecnologica. Un vero salotto viaggiante, con tanto di l’I-Cockpit.

Il libro più bello che ho letto

Sapiens, da animali a dèi: breve storia dell’umanità, di Yuval Noah Harari. Dovrebbero leggerlo tutti: un interessantissimo racconto di chi siamo, partendo dalle origini, dalle evoluzioni della nostra specie, analizzando come ci siamo evoluti e cosa ci ha permesso di affermarci come specie dominante sul pianeta (anche troppo). Il libro tratta in maniera lucida e brillante la psicologia dell’uomo, i suoi appetiti, con un occhio attento sul passato, sul presente e sul plausibile futuro.

10 Cose che ho imparato nel 2017

1 – Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo. Ci è stato dato in quantità limitate e sta a noi non sprecarlo. Ho capito chiaramente che sono troppo vecchio per fare attività che non mi interessano e quindi dedico tempo a fare SOLO ciò che mi interessa e mi piace.

2 -Strettamente collegato al primo punto: sono troppo vecchio per frequentare persone di cui non condivido valori, principi, spirito. Dicevano una volta: “meglio soli che mal accompagnati”.

3 – Il lavoro non è un fine, ma un mezzo, funzionale ad avere le giuste risorse che consentono di avere tempo da dedicare alle attività che mi rendono felice.

4 – Con le giuste energie ed i giusti approcci, i risultati prima o poi arrivano, bisogna solo avere la pazienza di saper aspettare. Arrivano anche i soldi, se non si è carichi di inutile ingordigia.

5 – Per avere successo nel lavoro e nella vita bisogna concentrarsi sulle proprie passioni, sviluppando la massima competenza: se si lavora con il cuore, con competenza e divertendosi, il successo è assicurato.

6 – Nel lavoro, ma anche in qualunque ambito della vita, applicando metodo, programmazione, organizzazione ed impegno, si ottengono tutti i risultati che ci si è prefissati. Ne ho avuto la riprova seguendo con fiducia i programmi di corsa che mi passa mensilmente il mio allenatore. La stessa cosa cerco di applicarla con i miei clienti.

7 – Ho scoperto che alzarsi la mattina presto non è poi così drammatico, se fatto per seguire un interesse e con la giusta motivazione.

8 – Ho scoperto che si può vivere benissimo senza macchina. E sto cercando di applicare stesso modello a tutti gli ambiti in cui è possibile: pagare il giusto prezzo per il possesso di un bene, quando se ne ha bisogno, restituendolo a fine utilizzo.

9 – La tecnologia, se utilizzata con la testa, è una figata pazzesca e ci consente sia di aver accesso ad una montagna di informazioni, sia di utilizzare tool utilissimi.

10 – La nostra mente ed il nostro corpo, hanno un incredibile spirito di adattamento alle situazioni. Ne ho avuto la conferma la scorsa estate, quando ho rotto il bagno del camper al primo giorno. Abbiamo sviluppato immediatamente delle soluzioni pratiche e funzionali, pur di non farci rovinare la vacanza da un imprevisto. E’ andato tutto benissimo e ci siamo divertiti un mondo!

I miei propositi per il 2018

1 – Correre la mia decima maratona, divertendomi e possibilmente in un bel posto.

2 – Correre più di 2000 chilometri, divertendomi.

3 – Trascorrere il prossimo capodanno al caldo.

4 – Ridurre l’uso della televisione, sebbene la guardi già pochissimo.

5 – Studiare le criptovalute e la blockchain.

6 – Andare al Teatro Regio.

7 – Finire e “seoizzare” il sito di Casa Floriana, eterno incompiuto.

8 – Scrivere un ebook.

9 – Aumentare il mio tempo donato.

10 – Eliminare del tutto dalla mia vita i criticatori seriali ed i negativi.

 

Buon anno a tutti!